Comunicato

Investimenti privati per 150 milioni di euro, 9 partner privati co-investitori leader mondiali nel settore, 1200 occupati diretti e oltre seimila per l’indotto: a pochi chilometri da Roma si progetta la Cinecittà dell’era digitale

Lo scorso 14 febbraio il Comune di Formello, nell’ambito di procedura di sviluppo indetta e coordinata dalla Provincia di Roma, ha approvato l’Adozione di Variante al Piano Regolatore per il progetto dell’Open Media Park, iniziativa ideata e sostenuta dall’imprenditore Rufo Guerreschi, amministratore delegato della Tecnoconsult International Srl, insieme a 9 partner privati co-investitori  del settore mediale e audiovisivo leader a livello internazionale. Con un investimento complessivo di 150 milioni di euro interamente sostenuto da privati, cui si aggiungono oltre 10 milioni di euro impegnati dai partner per opere d’interesse pubblico, l’iniziativa imprenditoriale a regime coinvolgerà 1.200 occupati diretti e tra oltre 6.000 occupati d’indotto nel settore mediale e audiovisivo regionale, realizzando a pochi minuti d’auto da Roma il secondo centro di produzione mediale in Europa per numero di teatri di posa e il primo per innovazione nella ricerca, formazione e produzione di contenuti cross-mediali d’intrattenimento per l’Internet multipiattaforma.

Il tutto senza un solo euro di fondi pubblici diretti o indiretti.

Open Media Park effettuera’ complessivamente investimenti diretti per oltre 60 milioni di euro in infrastrutture di produzione e innovazione mediale e audiovisiva, che si articolano in: Open Media Labs, società di gestione dei 23 teatri di posa e servizi connessi con oltre 20,000 mq di strutture; Open Media Cluster, centro d’innovazione no-profit con iniziali fondi privati impegnati per 4,8 milioni di euro, supportato da 6 dei 14 partner mediali del Park e guidato da leader mondiali del settore; Open Media Hub v.2.0, una versione quadruplicata dell’Open Media Hub gia’ aperto a febbraio 2012 Formello, un centro coworking di micro-produzione e innnovazione mediale di 430 mq, che ha avviato con alcuni dei partner (UCLA, e Kaltura) la sperimentazione e validazione alcuni dei modelli di business, di filiera e innovazione che saranno implementati nei Labs e nel Cluster, tra i quali: open innovation, open web standards, user-driven innovation, collabroative procduction and consumption, peer2peer pedagogy, e altri. Esso fornisce già oggi ad oltre 30 giovani della Regione Lazio opportunità auto-imprenditorialita’ e coworking e di 10 postazioni gratuite per mezzo del Concorso Open Media. Tali strutture saranno completate da residence alberghiero dedicato per staff e studenti esteri, centro benessere, sale polivalenti e numerori servizi, secondo il modello ormai affermato all’estero di “Living Community for the Creative Industries”, come nel caso di successo di Media City UK.

La visione d’innovazione del Cluster e dei Labs e’ condivisa con 4 partner pubblici BIC Lazio, la Facolta’ di Scienza della Comunicazione La Sapienza, il Dipartimento di Informatica e Sistemistica di La Sapienza, il Centro CATTID di La Sapienza – che hanno siglato con noi intese per la localizzazione di attivita’ o strutture di formazione, ricerca e incubazione, in spazi in locazione da noi forniti a prezzi notevolmente ridotti.

L’opera architettonica e paesistica si sviluppa attorno agli alberi preesistenti – ognuno dei quali viene preservato e messo a disposizione dei cittadini in forma di parco lineare pubblico attrezzato-  con un rapporto 1 a 1 fra aree costruite e zone verdi, rispetto al rapporto 1 a 20 della zona industriale circostante; realizza un piano di raccolta differenziata al 100%; con un consumo energetico ridotto del 50% rispetto a strutture comparabili nell’area di Roma. L’Open Media Cluster sarà ospitato in edifici a Impatto Zero certificato da Azzero CO2, società di Legambiente. La progettazione paesaggistica e paesistica è curata dall’architetto Cristina Tullio, Presidente dell’Associazione Architetti Paesaggisti del Lazio. Il progetto non necessita di alcuna deroga rispetto alle leggi urbanistiche e ai piani paesistici vigenti.

“A seguito dello sviluppo industriale e finanziario del nostro progetto e dell’avvenuta Adozione di Variante, ma anche incoraggiati dalla una rinnovata attenzione al settore dimostrata dalla nuova legge regionale sull’audiovisivo, abbiamo organizzato – dichiara Rufo Guerreschi – per il 19 aprile 2012 alle ore 11 una conferenza stampa presso la Federazione Nazionale della Stampa per la pubblica sottoscrizione di un Impegno Unilaterale d’Investimento dei privati per l’Open Media Park, con i dettagli del progetto, ulteriori partner, un nuovo centro d’innovazione e un nuovo sito. Tale Impegno sara’ costituito da un contratto unilaterale, vincolante per i sottoscriventi (privati), ma con scadenza temporale, che obbligherà i promotori del progetto a effettuare investimenti complessivi per almeno 80 milioni di euro, di cui almeno 23 milioni di euro in infrastrutture e apparecchiature di produzione e innovazione mediale, con l’unica condizione che l’iter di valutazione del progetto, e quindi la sua eventuale approvazione, si concludano nelle tempistiche normativamente come massime per progetti della sua natura, ovvero in 7 mesi, che si estenderebbero a 11 mesi qualora la Regione ravvedesse la necessita’ di richiedere l’avvio della Verifica d’Impatto Ambientale”

“La scadenza temporale dell’Impegno – ha proseguito Guerreschi – deriva dal fatto che, gli oltre 2 anni e mezzo di inspiegabili ritardi accumulati dall’amministrazione pubblica per approvare l’Adozione di Variante, rispetto ai tempi massimi fissati dal Regolamento del Programma integrato di Sviluppo della Valle del Tevere e della Sabina, hanno minato fortemente la fiducia di alcuni dei nostri partner internazionali nella capacita’ della pubblica amministrazione di rispettare le tempistiche massime normativamente prescritte per le fasi finali dell’iter approvativo. I gravi ritardi ci hanno messo di fronte ad una scelta di “Lascia o Raddoppia” – rinunciare al progetto o rilanciare prendendo impegni vincolanti verso i cittadini laziali, e abbiamo scelto di raddoppiare. Ora chiediamo che a tale impegno ne corrisponda uno proporzionale della pubblica amministrazione sul rispetto delle tempistiche massime normativamente prescritte

  “Auspichiamo vivamente, quindi –  conclude l’imprenditore  – che la Regione Lazio, Provincia di Roma e il Comune di Formello concludano rapidamente e formalmente l’attuale impasse procedurale e politica, attraverso la sottoscrizione di un’intesa fra di esse, che preveda un dettagliato cronoprogramma dove siano indicati, per ognuno dei prossimi passaggi procedurali, e loro primarie variazioni, il soggetto responsabile  e le tempistiche massime prescritte. Dati i precedenti, solo una simile intesa formale, riteniamo, può confortare i nostri partner investitori internazionali ed evitare che l’iter di approvazione accumuli nuovi gravi ritardi, le cui cause per di più non siano né prevedibili e né chiaramente identificabili con possibili conseguenze fatali per il progetto”.

 

Per ogni ulteriore informazione, visionare l‘elenco della documentazione disponibile, o una pagina dedicata ai dettagli della procedura in atto.