L’Open Media District e il Programma della nuova Regione Lazio

Abbiamo effettuato un’analisi capitolo per capitolo del Programma Elettorale Zingaretti 2013 di 120 pagine è disponibile online in PDF. L’abbiamo analizzato per verificare in che modo il Polo Europeo di Formello, la sua evoluzione nell’Open Media District, e il parco tecnologico dell’ l’Open Media Park, siano coerenti o ricomprendibili negli impegni e finalità ivi esposte.

La situazione risulta piuttosto positiva, in quanto vi sono una grande quantità di finalità affini, e progetti/attività ai quali il Polo e Park possono attivamente partecipare e contribuire, e non vi è riferimento diretto a progetti nel Lazio in parziale competizione (come il Distretto Cinematografico e Multimediale di Cinecittà).

Agenzia di stampa riportano inoltre che Zingaretti ha dichiarato durante la campagna:

“Zingaretti ha raccolto la richiesta degli innovatori romani lanciando l’idea di creare «luoghi della produzione e dell’incontro» a partire dallo sfruttamento del Palazzo della Zecca per arrivare allo sfruttamento di aree extraurbane rurali (sul modello delle fattorie della conoscenza già riuscite in Veneto con Riccardo Donadon)”

ANALISI DEL PROGRAMMA ZINGARETTI IN RELAZIONE AL POLO, DISTRETTO E PARK

Piano Regionale della Cultura

Da pagina 41: Obiettivo del piano sarà quello di articolare il territorio del Lazio in diverse macro- aree che possano fungere da “poli di aggregazione” e valorizzazione in modo da con- sentire uno sviluppo più omogeneo degli interventi in ambito territoriale. Per questa via sarà possibile, tra l’altro, anche ridimensionare uno “squilibrio gravitazionale” ine- vitabile su un territorio che ospita la città di Roma. All’interno di ogni macro-area an- dranno identificati ambienti, spazi, vocazioni e attività che solo in quello specifico luogo possono avere una loro giustificazione e ragione d’essere. E ogni macro-area potrà avere una città, un paese o un edificio di riferimento.

Ci stiamo posizionando per non essere in competizione o doppioni di altri insediamenti nel Lazio in essere o in pianificazione, in particolare formalizzando nei piani industriali (e sul sito) un allontanamento cinematografico e in parte del televisivo (per non competere con il Distretto Cinematografico e Multimediale di Cinecittà) e cercando di intercettare come partner soggetti che vogliono fare poli territoriali dedicati alle Startup e al Creativo.

Audiovisivo e Nuovi Media

Da pagina 43: “Ancora, è necessario un progetto di valorizzazione del patrimonio infrastrutturale, documentario e professionale rappresentato da Cinecittà, dell’Archivio Luce e del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, come strumenti al ser- vizio dell’industria cinematografica e luoghi di proposta e sviluppo di talenti e idee, che possono riportare il cinema italiano all’altezza del prestigio culturale e industriale che ha sempre rivestito. “

Ci sono riferimenti a Cinecittà è vero e non al Polo di Formello però due considerazioni fanno desumere che c’è spazio per il Polo di Formello: (1) Ogni riferimento alla valorizzazione di Cinecittà viene fatto in chiave di settore cinematografico, e non televisivo o nuovi media o Web (che sono il focus del nostro Polo). (2) Non viene fatto riferimento specifico al progetto del Distretto del Cinema (o Audiovisivo) e del Multimediale che Cinecittà sta sviluppando. 

Progetti StartupLazio e LazioCreativo 

(pagine 35-36)

In ambedue i progetti vengono messi al centro i luoghi per il rilancio di startup e settori creativi, molto probabilmente in riferimento a strutture pubbliche con servizi pubblici, ma sono pare in discussione anche a progetti pubblico-privati, che sicuramente possono riguardare il Polo come ad esempio: soggetto concedente locali in contesto ad hoc a progetti pubblici, pubblico-privati, o privati che vincono gara pubblica; soggetto che partecipa direttamente a bandi con altri soggetti; altro. Il Polo potrebbe porsi come simbolo del progetto LazioCreativo, essendo l’alto tasso di creatività il comun denominatore del tipo di contenuti video, interattivi, ict sui quali ci si vuole focalizzare. 

Attrazione d’investimenti e studenti esteri

Da pagina 38: Ma tutto questo non basta. Insieme all’incremento delle opportunità estere per le imprese laziali è prioritario massimizzare i vantaggi per le imprese italiane e straniere a scegliere il Lazio per i loro programmi di investimento, con particolare riferimento ai progetti insediativi che hanno un effetto chiaro e misurabile in termini di occupazione creata e di animazione delle filiere di fornitura e servizi nella regione.

Pagina 38: La Regione dovrà promuovere corsi di studio in inglese, già oggi offerti da alcune università laziali, finanziandone l’avvio e il marketing, per rafforzare il ruolo del Lazio e di Roma come polo di attrazione per decine di migliaia di studenti stranieri, al pari di quanto fatto da altri Paesi europei.  

I nostri numerosi partner investitori e localizzanti esteri, tra i quali scuole internazionali leader del settore, possono apportare molto rispetto a tali finalità.

Urbanistica e Procedure

Da pagina 98: Entro un anno vogliamo definire un Testo Unico per l’Urbanistica che riunifichi e riordini le varie leggi regionali, chiarendo il ruolo dei vari enti, decentrando le competenze, semplificando le procedure per la formazione della pianificazione territoriale, urbanistica e dei piani e dei programmi attuativi comunali, individuando regole certe e procedure durature per superare politiche straordinarie sull’emergenza abitativa. 

Da pagina 100: Anche la forma attuale della pianificazione attuativa dovrà essere definitivamente aggiornata, essendo ormai dimostrata l’inefficacia, a fini pubblici, tanto dei piani par- ticolareggiati di iniziativa pubblica che di quelli di iniziativa privata, quando si deve in- tervenire su parti della città esistente. Le procedure per rinnovare parti di città attivando insieme risorse pubbliche e private sono state largamente sperimentate e i programmi integrati di nuova generazione, di iniziativa pubblica o privata, dovranno essere necessariamente gli strumenti principali di pianificazione locale. Va inoltre recuperata al pubblico la quota massima delle rendite prodotte dalla tra- sformazione urbana, mediante l’uso di contributi straordinari oltre gli oneri ordinari, per riequilibrare i vantaggi pubblici e quelli privati, verificando sempre che siano ga- rantiti in giusta misura i profitti attesi dai privati. 

E’ evidente che la volontà di semplificazione burocratica della procedura in corso, il voler puntare su programmi integrati come quello del Polo, e la volontà di valutare con attenzione la quantificazione degli oneri straordinari, non possono essere buoni auspici per evitare possibili lungaggini nella approvazione e cantierabilità del progetto del Polo.