Resoconto dell’Open Media Forum del 21 giugno 2012

COMUNICATO: L’Open Media Forum del 21 giugno ha visto riunite a Roma numerose voci del mondo imprenditoriale, politico e dell’associazionismo per discutere sulle opportunità offerte dall’Open Web – e dal parco tecnologico mediale dell’Open Media Park – nello sviluppo di nuove strategie tecnologiche che possano garantire modelli di business efficaci nel settore della produzione mediale e audiovisiva italiana.

Vedi il programma completa dell’evento con i numerosi relatori:
www.openmediaforum.it

Per un resoconto più esaustivo dei testi degli interventi dei relatori e moderatori, vedi pure il Report del Open Media Forum oppure accedi alle registrazioni audio fatte sul sito di radio radicale.

Sempre più la sopravvivenza dipende dall’intelligenza con la quale ci sapremo coordinare e adattare al cambiamento. Occorre connessione, neutralità, apertura: le stesse città stanno diventando piattaforme sulla quale si sviluppano i diversi sistemi di connessione ereditati dal passato insieme alle applicazioni che l’intelligenza delle persone inventano per costruire per il futuro.

Gli interventi al Forum – che ha avuto il patrocinio del Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE), degli Assessorati all’Ambiente e alla Formazione e Lavoro della Regione Lazio, della Provincia di Roma e della Fondazione Ugo Bordoni – hanno evidenziato come nel mercato globalizzato dell’innovazione mediale, la cultura  localistica non sia più sostenibile dal punto di vista dei costi di sviluppo e di distribuzione, ma che occorra un’alleanza progettuale e di ricerca tra player per supportare processi di standardizzazione, formazione e community building.

In Italia, come nel resto del mondo,  sarà la massa critica di soggetti mediali che puntano sull’ Open Web Platform, come primaria piattaforma di fruizione mediale via Internet e come formato di creazione di contenuti e di comunità,  a favorire la capacità competitiva delle filiere di produzione e distribuzione mediale rispetto alla forza dei grandi colossi.

Anche Antonio Silvestro, coordinatore nazionale giovani dell’Ugl conferma la necessità per il pubblico di salvaguardare il lavoro nel settore spingendo l’acceleratore sui poli territoriali di produzione mediale e audiovisiva e sulla nascita di aziende innovative come Open Media Park e Open Media Cluster per competere con gli  OTT globali, il cui mercato varrà 2,4 miliardi di euro  nel 2016.

La nascita in Italia di spazi open Web con la crescita del consumo di film on demand per compensare il declino del mercato fisico dell’home video, come avviene nel Regno Unito e in Francia, è possibile adottando una visione nuova, espressa nell’idea che guida il progetto Open Media Park. E’ quanto dichiara Bruno Zambardino, ricercatore senior della Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli.

Del ‘pericolo giallo’ costituito dalle grandi internet company e dell’esigenza per la tv di far fronte alle OTT globali creando un unico hub che possa aggregare tutti i prodotti nazionali, sul modello di business dei broadcaster inglesi, parla Alessandro Luciano, Presidente della  Fondazione Ugo Bordoni che indica l’opportunità di coinvolgere  negli investimenti in ricerca i produttori e gli aggregatori di contenuti.

La W3C, principale sostenitore degli Open Standard  scommette sulla capacità dell’Open Media Cluster di essere catalizzatore  di ricerca applicata nel realizzare prodotti che si combinano in maniera creativa per andare anche oltre l’uso iniziali.

 “Molto spesso non serve una nuova tecnologia per raggiungere un determinato risultato ma un uso creativo dell’esistente”, come ha dichiarato a margine del Forum  Giuseppe De Pascale, Chair del W3C Web & TV Interest Group.

“Guardare avanti immaginando cose nuove”: sulla stessa lunghezza d’onda, l’invito del Sindaco di Formello Sergio Celestino sottolinea  che – finito ormai il tempo delle cattedrali nel deserto – l’avanzamento del territorio passa attraverso il contributo imprenditoriale all’innovazione con nuove soluzioni progettuali.  

In una zona strategica come quella a nord di Roma, il Comune di Formello con l’adozione della variante  ha dato via libera al progetto di parco tecnologico, dove la cittadella mediale di Open Media Park occupa il ruolo di ponte con il tessuto sociale e imprenditoriale della zona, costituendo una risorsa occupazionale e formativa.

Se le notevoli opportunità del progetto di attrarre fondi UE vengono evidenziate da James Cogan,  fondatore di CiaoTech, Claudio Girdeni, responsabile dell’Assessorato al lavoro e Formazione della Regione Lazio, sottolinea l’importanza di una strategia pubblica che metta al centro l’alta formazione, annunciando la prossima istituzione del Tavolo regionale con un bando sull’audiovisivo in ambito cinematografico e radio-televisivo, e propone di definire una partnership pubblico-privato per il progetto Open Media Park che sviluppi la progettualità formativa, coinvolgendo Bic Lazio e tutti i partner di formazione di Open Media Cluster per accedere ai fondi europei.

Che Open Media Park costituisca un volano per l’inserimento  di Formello nell’area metropolitana è l’auspicio di Maurizio Apicella, Direttore di Provinciattiva, mentre Barbara Paoli Vai, Consigliere Comunale di Formello,  ne rimarca il valore di sostenibilità per la sua attenzione all’ambiente, che coniuga qualità di vita, salvaguardia del paesaggio  e innovazione.

Un’attenzione che passa attraverso il rispetto per l’identità del territorio, come rimarca Federico Calzolari, rappresentante di Legambiente e testimoniata dall’avviamento da parte della società di uno studio d’inserimento paesaggistico e di verifica ambientale strategica in maniera partecipata con associazioni del territorio.

published 03-07-2012 by