Trustless Computing Campus and Cluster

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Il Trustless Computing Cluster e Campus è un progetto pubblico-privato che realizzerà nella Regione Lazio, a partire dal 2020, il cluster regionale e il campus d’innovazione all’avanguardia mondiale nella sicurezza di sistemi informatici di comunicazione (ICT), cyber-fisici (CPS) e d’intelligenza artificiale (IA) – per centinaia di milioni d’euro d’investimenti, e 47.000mq di strutture dedicate – attraendo una massa critica di talenti, venture capital, startup, aziende e centri ricerca leader, per mezzo di un mix unico di incentivi economici, scientifici e di qualità della vita.

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CLUSTER: Sarà un programma pubblico-privato di politiche ed investimenti 2020-2030 – d’intesa fra leader privati italiani ed esteri del settore, un parco tecnologico dedicato e la PA nazionale e/o la PA regionale – che attrarrà nel Lazio un massa critica unica al mondo dei migliori talenti, ricercatori, start-up, aziende, centri di ricerca – e centinaia di milioni d’euro di investimenti pubblici e privati – all’avanguardia in sicurezza di ICT e IA per funzioni sensibili o critiche in specifiche  emergenti nicchie di mercato privato e pubblico.

MODELLO ECONOMICO: Dato il ritardo nella ricerca e il deperimento del suo tessuto economico innovativo, oltre a difendere il settore turistico e agroalimentare, è necessario per l’Italia puntare a creare una sostenibile competitività globale in settori informatici che saranno dominanti e sui quali si hanno diffuse competenze avanzate, attraverso quello che gli economisti chiamano“leapfrogging (salto a rana). L’innovativo Modello Economico del Cluster realizzerà uno sviluppo economico molto sostanziale, sostenibile ed equamente distribuito, attraverso la sinergia di 3 componenti: (1) politiche all’avanguardia mondiale per la sovvenzioni alla ricerca, incentivi all’adozione, severità delle certificazioni e per i livelli di sicurezza di ICT e IA; (2) politiche di riqualificazione professionale e contrasto alla disoccupazione; e (3) solidi e proporzionali impegni privati di investimento nella ricerca e localizzazione fiscale. (Di seguito grafico e sezione su tale modello)

CAMPUS: Sarà costituito da 13,000 metri quadrati di uffici e laboratori ad emissione zero, alimentariamente autonomi, e living labs dedicato alla formazione, ricerca ed innovazione. Sarà il cuore dell’approvando parco tecnologico dell’Open Media Park – con 47.000 mq di strutture e €150 ml di investimenti, su un lotto di 12 ettari – il Campus abbraccerà un magnifico parco di 3 ettari con querce secolari, morbide colline e opere d’ingegneria etrusca (foto), e sarà coadiuvato da una struttura ricettiva, congressi e wellness a 4 stelle da 16.000 mq; da una vasta gamma di servizi di intrattenimento, sportivi, commerciali e di ristorazione per 8.000 mq; e uffici per altri 10.000 mq.

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OPPORTUNITÀ e MERCATO: Il mercato mondiale della cybersecurity è cresciuto di 30 volte in 10 anni, da $3,5 mld a $120 mld, ed arriverà a $220 mld nel 2020. Ciononostante, il costo del cybercrime continua a crescere invece di scendere: sarà quest’anno di $450 mld, ed è stimato da Juniper Research in $8.000 mld da oggi al 2022. Ne deriva che vi è un enorme domanda di livelli di sicurezza più elevati ad oggi non soddisfatti. Dopo Snowden, Forrester stimò in $180 mld il per livelli di privacy che fornitori USA non potevano legalmente e plausibilmente offrire, ma nessuna nazione si è erta alla sfida andando fino in fondo. L’Intelligenza Artificiale (IA) d’altronde cresce da $643 ml nel 2016 a $38 mld nel 2025, con una crescita attuale del 62% l’anno, ma che potrebbe esplodere … oppure no. Infatti, la mancanza di adeguati livelli di sicurezza IA non è solo un enorme potenziale costo sociale, per gravi danni a persone, ma è cruciale per la prevedibile tempistica e sostenibilità della effettiva diffusione commerciale di gran parte delle emergenti applicazioni di IA, che per lo più sono privacy-critical (sanità, istituzioni, sicurezza) safety-critical (veicoli autonomi, droni, robot,) o integrity-critical (finanza). Altro ostacolo politico è la disoccupazione e redistribuzione della ricchezza da IA. Eppoi con Snowden, Wikileaks, e scandali Clinton è chiaro che radicali migliorie in cybersecurity sono necessarie per la democrazia.

PROMOTORI & STORIA: Dal 2008, l’Open Media Park, e il suo centro innovazione non-profit Open Media Cluster, hanno promosso un parco tecnologico video e ICT, a Formello, Roma, con 47.000 mq di strutture e 150 milioni di euro d’investimenti su un lotto di 12 ettari, con 21,000 mq di attività produttive SI, audiovisivo e mediale, con oltre 13 partner leader italiani ed esteri. Terreno e progetto del Park sono della Tecnoconsult International Srl, società di scopo della famiglia Guerreschi, attiva da decenni nella sicurezza informatica e lo sviluppo di centri direzionali nel Nord del Lazio, e da 10 anni dedicata esclusivamente a questo progetto. Dal 2013, Cluster e Park hanno esteso la loro focalizzazione sul settore dell’avanguardia mondiale di cybersecurity per mercato delle comunicazioni e e-government. Da allora in non-profit Open Media Cluster ha fondato il Trustless Computing Consortium e aggregato partner privati, pubblici e di ricerca[1] leader nel mondo in sicurezza  di ICT e IA, in proposte di ricerca, iniziative di standardizzazione e serie di eventi globali Free and Safe in Cyberspace, creare una piattaforma aperta generica hardware e software – e relativa filiera critica, comunità e organo di standardizzazione e certificazione – per ICT e IA con livelli di sicurezza radicalmente oltre lo stato dell’arte.

VANTAGGIO LOCALIZZATIVO: Riuscirà a raggiungere e sostenere l’eccellenza globale e ad attrarre i migliori talenti innovatori del settore, spesso pagati anche 4-500k€ l’anno, poiché mirerà a nicchie ben identificate, ed offrirà un’alternativa etica e culturale a Silicon Valley, ed un livello unico di incentivi economici, scientifici e di qualità della vita, ovvero: (1) La Regione Lazio è la 1° regione in Europa per soggetti coordinatori di progetti di ricerca europei sulla sicurezza[2]. Proprio tali forti competenze in ricerca di base, spesso non fruibili da fornitori di medio livello presetni sul territorio, sono invece ideali per fornitori IT miranti nel medio termine all’avanguardia; (2) Il Lazio e Roma offrono ottima connettività aerea, bellissima architettura, attrazioni culturali,  simpatia,  sole, cibo, escursion, mare e montagna; (3) Attraverso il Cluster, la PA gestirà coordinato pubblico-privato di sovvenzioni alla ricerca e formazione, regolamentazioni, certificazioni e pre-commercial procurement mirato a tali specifici settori, per decine e centinaia di milioni di euro.

PROSSIMI PASSI: L’Open Media Park è formalmente sostenuto e promosso dalla PA locale ad ogni livello, con approvazioni costanti nella procedura di approvazione in corso, comunicati stampa e Protocolli d’Intesa. Preliminari determine paesaggistiche e archeologiche, ne hanno chiarito la fattibilità fin dal 2013, ed è in fase finale di approvazione in circa 12-18 mesi. La fattibilità economica del Park e del Campus non presuppone, richiede o necessita di alcun investimento diretto o indiretto della pubblica amministrazione (PA) locale o nazionale. Ciononostante, gli impegni privati del Clusterpre suppongono di una adesione piena della Regione Lazio oppure di uno e/o più Ministeri competenti (Economico in primis, Ricerca, Interni, Esteri, Difesa). Il nuovo indirizzo industriale del Park e Campus – ancorché tutt’oggi ricompreso nelle destinazioni urbanistiche previste da ogni delibera – non è ancora pienamente condiviso dalla PA regionale; ma invece condiviso da M5S regionale, tanto che a seguito di una campagna multipartisan del 2015, ne produssero una proposta di legge[3].

[1] https://www.openmediacluster.com/uvst-partners-advisors/

[2] http://www.apre.it/media/183438/uccellatore.pdf

[3]https://www.openmediacluster.com/er-softwacampagna-per-una-legge-regione-lazio-multi-partisan-pre-libero-servizi-telematici-trasparenti-web-aperto-e-partecipazione/

(Sommario di 10 pagine in italiano PDF o in Inglese PDF)